Fertility treatment costs illustrated: a towering stack of banknotes and coins on one side, a joyful woman with a newborn on the other

Costi Fecondazione Assistita: Quanto Si Paga Davvero in Italia

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Una FIVET in Italia costa tra i 3.900 e i 5.500 euro a ciclo se la fai privatamente, e i farmaci non sono quasi mai compresi in quella cifra. Nel pubblico la procreazione medicalmente assistita rientra nei LEA dal 30 dicembre 2024, quindi è garantita in tutta Italia, ma quanto paghi di ticket lo decide la tua Regione, e quanto aspetti dipende da dove vivi.

Questa è la risposta breve. Quella lunga è più complicata, e la parte complicata è esattamente quella che nessuno ti spiega prima di iniziare.


Quanto costa davvero una FIVET privata

I prezzi qui sotto vengono dai listini pubblicati dalle cliniche italiane stesse, non da stime.

  • Eugin Italia: 5.480 € per un ciclo FIVET/ICSI con gameti propri
  • IVI Italia: 4.995 € per FIV/ICSI, con vitrificazione degli embrioni inclusa
  • Futura IVF: 3.000 € più 900 € di quota clinica e anestesista, quindi 3.900 €

Costi reali di una FIVET privata in Italia secondo i listini delle cliniche: Eugin 5.480 euro, IVI 4.995 euro, Futura IVF 3.900 euro, con farmaci ed esami diagnostici quasi mai compresi nel prezzo

Una differenza importante rispetto ad altri Paesi: in Italia l'ICSI è quasi sempre compresa nella tariffa, non è un supplemento. La voce di listino è letteralmente "fecondazione in vitro con o senza ICSI".

👉 Quello che invece è quasi sempre escluso: i farmaci per la stimolazione, gli esami diagnostici preliminari e i transfer successivi da embrioni congelati. Un transfer da congelato costa 2.090 € da Eugin e 1.350 € da Futura. Se il primo tentativo non va a buon fine, quella cifra torna.

La diagnosi genetica preimpianto cambia completamente l'ordine di grandezza: da IVI un ciclo FIV con PGT-A costa 7.995 €.


Cosa copre davvero il Servizio Sanitario Nazionale

Dal 30 dicembre 2024 le prestazioni di PMA, sia omologa sia eterologa, sono entrate nel nomenclatore dell'assistenza specialistica ambulatoriale. Il Ministero della Salute lo dice chiaramente: sono garantite su tutto il territorio nazionale, gratuitamente o con un ticket determinato dalle singole Regioni.

I criteri principali:

  • Età della donna: fino a 46 anni
  • Numero di cicli: massimo 6 per coppia
  • I tentativi contano dal 30 dicembre 2024, quindi i cicli fatti prima non erodono quel limite
  • Tariffa riconosciuta alle strutture: 2.700 € per l'omologa, 3.000 € per l'eterologa

Cosa copre il Servizio Sanitario Nazionale per la PMA: coppie di sesso diverso coniugate o conviventi fino a 46 anni per un massimo di 6 cicli, mentre donne single e coppie omosessuali restano escluse per legge

Sul ticket serve onestà. Girano ovunque cifre tra i 100 e i 300 euro, ma non sono rintracciabili in nessun decreto. La Regione Toscana, per esempio, applica il normale ticket ambulatoriale e chiede un contributo solo ai non residenti. Quanto paghi dipende davvero dalla tua Regione: chiedilo al centro PMA prima di iniziare, non dopo.

Una cosa in più che vale la pena sapere, perché quasi nessuno la racconta: il decreto tariffe che regolava tutto questo è stato annullato dal TAR del Lazio nel settembre 2025, con effetto differito per non bloccare il sistema. Un nuovo decreto entra in vigore il 21 settembre 2026. Se stai pianificando adesso, verifica con la tua Regione, perché è un momento di transizione.


Chi resta fuori dal percorso pubblico, e anche da quello privato

Questo è il limite più netto del sistema italiano, ed è legale, non organizzativo.

La Legge 40/2004 all'articolo 5 riserva l'accesso alla PMA a "coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi". La sentenza della Corte Costituzionale n. 162 del 2014 ha eliminato il divieto di fecondazione eterologa, ma non ha toccato l'articolo 5.

In pratica: le donne single e le coppie omosessuali non possono accedere alla PMA in Italia, né nel pubblico né nel privato. È uno dei motivi principali per cui migliaia di persone vanno all'estero ogni anno.


La lotteria regionale

Che la PMA sia nei LEA non significa che sia ugualmente disponibile ovunque. I dati della Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sono espliciti.

Rispetto al parametro di adeguatezza indicato dall'ESHRE, pari a 1.500 cicli per milione di abitanti, 14 Regioni sono sotto. Le più in difficoltà sono le Marche con 180 cicli per milione, il Molise con 355 e la Sardegna con 543. All'estremo opposto la Valle d'Aosta con 4.429, la Provincia di Bolzano con 3.380 e la Toscana con 2.961.

Il risultato è la migrazione sanitaria: il 25,6 % dei cicli con gameti propri viene fatto su pazienti che vengono da un'altra Regione, e la quota sale al 38,9 % per i cicli con gameti donati.

Un altro dato che pesa: il 62,6 % dei cicli di II e III livello con gameti propri è a carico del SSN, ma per i cicli con donazione il 69,4 % è privato. L'eterologa è esattamente il punto in cui il pubblico copre meno.

👉 Sui tempi di attesa va detta una cosa scomoda: in Italia non esiste un monitoraggio istituzionale. La tabella con i mesi di attesa per Regione che circola online viene da un'indagine studentesca del 2015 e ha ormai undici anni. Chiunque te la presenti come dato attuale ti sta dando un numero che non esiste.

Un'inchiesta Rai ha raccontato il lato economico della fecondazione assistita in Italia:


Le probabilità reali, età per età

Se stai pianificando una spesa da migliaia di euro, ti servono le percentuali vere. La fonte è il Registro Nazionale PMA dell'Istituto Superiore di Sanità, attraverso la Relazione al Parlamento sull'attività del 2023.

Il numero più utile è quello cumulativo, cioè la probabilità di parto contando anche i transfer da embrioni congelati che derivano dallo stesso ciclo:

  • Fino a 34 anni: 36,8 % di parto per ciclo iniziato
  • 35 a 39 anni: 24,5 %
  • 40 a 42 anni: 11,3 %
  • Dai 43 anni: 3,9 %

Probabilità cumulativa di parto per ciclo iniziato secondo il Registro Nazionale PMA: 36,8 per cento fino a 34 anni, 24,5 per cento tra 35 e 39, 11,3 per cento tra 40 e 42, 3,9 per cento dai 43 anni

Contando solo il transfer a fresco, la percentuale di gravidanza per transfer è del 37,6 % fino a 34 anni e del 30,0 % tra i 35 e i 39. La differenza tra "per transfer" e "per ciclo iniziato" è enorme, ed è il motivo per cui le percentuali che leggi in giro sembrano sempre più alte di quelle che poi vivi.

Per confronto, l'inseminazione intrauterina con seme del partner nel 2023 ha dato una gravidanza nel 10,0 % dei cicli.

Nel 2023 la PMA ha portato a 17.235 bambini nati, il 4,54 % di tutte le nascite italiane.

Se preferisci una spiegazione completa di FIVET e IUI, comprese le percentuali e i costi, questo video la copre passo per passo:


Fecondazione eterologa: costi e il problema dei donatori

L'eterologa è legale in Italia dal 2014, ma c'è un dato che spiega molto: il 98,9 % degli ovociti donati usati in Italia arriva da banche estere. Su 12.444 cicli di ovodonazione nel 2023, solo 132 hanno usato ovociti donati nello stesso centro italiano. Per il seme donato la quota di importazione è del 93,1 %.

La donazione in Italia è anonima, volontaria e gratuita, e questo, unito all'assenza di campagne di reclutamento, spiega la dipendenza quasi totale dalle banche straniere.

I costi privati: 5.770 € per FIVET con seme di donatore e 5.980 € o più con ovodonazione da Eugin, 7.295 € per l'ovodonazione da IVI, 4.500 € e 6.500 € rispettivamente da Futura.

Una nota positiva, e va detta: con ovociti donati le percentuali salgono, perché gli ovociti sono giovani. La gravidanza per ciclo iniziato è del 36,7 % con ovodonazione e del 39,6 % con doppia donazione, contro l'11,9 % dei cicli con gameti propri.


Autoinseminazione: cosa dice davvero la legge italiana

L'inseminazione fatta a casa non è vietata in Italia. La Legge 40 regola la PMA svolta nelle strutture autorizzate, quindi l'autoinseminazione si trova in un vuoto normativo: non è un reato, semplicemente non è disciplinata.

Per una coppia che usa il seme del partner, con cicli regolari e senza cause mediche note, è un primo passo molto meno costoso prima di arrivare alla FIVET. La differenza di spesa è di due ordini di grandezza.

Il punto legale che devi conoscere, ed è quello su cui insistono tutte le fonti italiane: se usi il seme di un donatore conosciuto fuori dal percorso clinico, le tutele previste per la donazione anonima in struttura autorizzata non si applicano. Il donatore può essere riconosciuto legalmente come padre, con diritti e doveri conseguenti. Non è un rischio teorico ed è la ragione principale per cui in Italia questa strada va valutata con un parere legale prima, non dopo.

Con il seme del proprio partner il problema non si pone.

👉 Restiamo onesti anche sull'efficacia: non esistono dati ufficiali italiani sulle percentuali di successo dell'autoinseminazione, perché nessun registro la traccia. Chiunque ti dia una percentuale precisa se la sta inventando. E non sostituisce un accertamento medico se ci sono cause note, tube chiuse, un fattore maschile importante o se provate da molto tempo.


Dove finiscono davvero i soldi

Prima di firmare, chiedi esplicitamente se sono compresi:

  • Farmaci per la stimolazione
  • Esami diagnostici preliminari
  • Monitoraggi ecografici
  • Anestesia per il prelievo
  • Crioconservazione e mantenimento annuale
  • Transfer successivi da congelato
  • Tecniche aggiuntive come PGT-A o time-lapse

La domanda utile non è quanto costa il ciclo. È che cosa non è compreso nel preventivo.


Domande frequenti

Quanto costa una FIVET in Italia?

Privatamente tra 3.900 e 5.500 euro a ciclo con gameti propri, in base al listino delle cliniche italiane, senza farmaci né esami preliminari. Con PGT-A si arriva a circa 8.000 euro. Nel pubblico la PMA rientra nei LEA e si paga un ticket stabilito dalla Regione.

La fecondazione assistita è gratuita in Italia?

È inclusa nei LEA dal 30 dicembre 2024 e quindi garantita in tutta Italia, gratuitamente o con un ticket deciso dalle singole Regioni. Il limite di età per la donna è 46 anni e i cicli coperti sono al massimo 6 per coppia.

Quanti cicli di PMA copre il SSN?

Fino a 6 cicli per coppia, contando i tentativi effettuati dal 30 dicembre 2024 in poi.

Una donna single può fare la PMA in Italia?

No. L'articolo 5 della Legge 40/2004 riserva l'accesso a coppie di sesso diverso, coniugate o conviventi. Donne single e coppie omosessuali non possono accedere alla PMA in Italia, né nel pubblico né nel privato.

Quali sono le probabilità di successo della FIVET?

Secondo il Registro Nazionale PMA, la probabilità cumulativa di parto per ciclo iniziato è del 36,8 % fino a 34 anni, del 24,5 % tra 35 e 39 anni, dell'11,3 % tra 40 e 42 e del 3,9 % dai 43 anni.

L'inseminazione fatta in casa è legale in Italia?

Non è vietata: la Legge 40 disciplina la PMA nelle strutture autorizzate, quindi l'autoinseminazione resta in un vuoto normativo. Attenzione però al profilo dell'accertamento di paternità se si usa un donatore conosciuto fuori dal percorso clinico.

Quanto si aspetta per la PMA nel pubblico?

Non esiste un monitoraggio istituzionale dei tempi di attesa per la PMA in Italia, quindi non c'è un dato ufficiale. Quello che è documentato è che il 25,6 % dei cicli viene effettuato su pazienti provenienti da altre Regioni, e il 38,9 % nel caso dei gameti donati.


Da ricordare

  • Privatamente una FIVET costa 3.900 a 5.500 euro a ciclo, farmaci esclusi.
  • La PMA è nei LEA dal 30 dicembre 2024, con limite di età a 46 anni e massimo 6 cicli, ma il ticket lo decide la Regione.
  • Donne single e coppie omosessuali sono escluse per legge dalla PMA in Italia.
  • 14 Regioni sono sotto il parametro di adeguatezza ESHRE, e un ciclo su quattro viene fatto fuori dalla propria Regione.
  • Le probabilità reali contano più delle brochure: 36,8 % di parto cumulativo per ciclo fino a 34 anni, 11,3 % tra 40 e 42.
  • L'autoinseminazione non è vietata e con il seme del partner è un primo passo molto più economico, ma con un donatore conosciuto va valutato prima il rischio di accertamento della paternità.

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Chiedi il preventivo completo, non il prezzo

La cosa più frustrante dei costi della PMA in Italia non è quanto siano alti. È quanto sia difficile saperli prima.

Se porti via tre cose da questo articolo: chiedi al tuo centro quale ticket applica la tua Regione, chiedi per iscritto che cosa non è compreso nel preventivo, e ricorda che dal 21 settembre 2026 entra in vigore un nuovo decreto tariffe.

E se siete all'inizio, con cicli regolari e senza cause note, un primo passo meno costoso a casa non vi toglie nessuna possibilità. Vi dà solo un po' di tempo prima che servano le strade più care.

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